
Cosa è. Un sensore da terra a spike metallico che fa suonare le piante: rileva l'attività bioelettrica e la trasforma in musica in tempo reale — "plant music", non semplice sonificazione da laboratorio. Connettività wireless, monitor live, V.01.
Anatomia. Il design è stato pensato come un oggetto da mostrare, non da nascondere in vaso:
PCB dedicata plant music-LiNK V.3
LED matrix 8×10 bianca per il feedback visivo — il sensore "respira" mentre la pianta suona
display OLED per il monitor in tempo reale
knob fisico di controllo — un'interazione manuale, non solo da app
spike metallico conduttivo, il punto di contatto con la terra
ricarica USB-C (red/black power)
Ogni componente è numerato (01–06) nel deck, come un'esplosione tecnica da manuale di prodotto: il sensore viene presentato smontato prima che assemblato, per dichiarare subito che dentro c'è ingegneria vera, non un gadget.
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Editions. Sei varianti colore — Black, Red, Blue, Gold, Green, Purple — pensate come identità distinte più che come semplice palette: il sensore è un oggetto d'arredo tanto quanto uno strumento scientifico, e deve poter stare in ambienti diversi senza stonare.
Il claim. "Il sensore che fa suonare le piante." Sintetico, letterale, senza gergo tecnico — lascia che sia il prodotto a spiegare la parte complicata. Il payoff che chiude la presentazione — "Ascolta la natura" — sposta il registro dal tech al sensoriale, coerente con l'ecosistema Plant Music/biomusica già sviluppato per altri progetti.
Il punto. Il sensore non è comunicato come "dispositivo IoT per il giardinaggio", ma come strumento musicale che usa una pianta come sorgente sonora. Ogni scelta di design — dal knob fisico alle edition colore — rinforza questa lettura: non un sensore che misura la pianta, un dispositivo che la fa suonare.




